08 marzo 2017

Un Paese per donne e uomini

8 MARZO GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

Il gruppo parlamentare del Pd è quello con il maggior numero di deputate ed è anche quello che si è fatto promotore delle più importanti iniziative legislative in favore delle donne.
Per informare sulle azioni concrete dell’attività parlamentare abbiamo realizzato “Un Paese per donne e uomini. Cosa abbiamo fatto in tema di diritti, lavoro, welfare” che, attraverso quattro sezioni tematiche - “spegnere la violenza”, “maternità libera scelta”, “istituzioni più rappresentative”, “i nuovi diritti” -, vuole raccontare l’impegno delle deputate e dei deputati per rendere l’Italia un Paese per donne e uomini.
L’opuscolo cartaceo è l’adattamento sintetico della versione completa, e costantemente aggiornata, e che diverrà un utile database sulle azioni parlamentari volte a riequilibrare un gap di genere, ancora troppo presente nel nostro Paese.





06 marzo 2017

Fratel Arturo Paoli Giusto tra le Nazioni




Il 6 marzo ricorre la Giornata europea dei Giusti, istituita dal Parlamento europeo nel 2012 per commemorare coloro che si sono opposti con responsabilità individuale ai crimini contro l'umanità e ai totalitarismi. È un’occasione importante per ricordare Fratel Arturo Paoli, il sacerdote lucchese riconosciuto Giusto tra le Nazioni dallo Yad Vashem, il Memoriale ufficiale di Israele, per il suo impegno a favore degli ebrei perseguitati durante la seconda guerra mondiale.
L’esempio e la testimonianza di Fratel Arturo rappresentano una esperienza straordinaria che continua a guidare l’impegno di chi lo ha conosciuto e porta avanti i suoi insegnamenti e di tutti coloro che dedicano la propria vita alla cura del bene comune e alla costruzione di una società più giusta.



28 gennaio 2017

Mattarella a Lucca ricorderà Maria Eletta Martini

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Lucca per una visita ufficiale il prossimo 3 marzo.
Sarà un onore per la città accogliere il presidente, che coglierà l'occasione per ricordare la figura di Maria Eletta Martini.

02 dicembre 2016

#BastaunSì

Un’Italia moderna, stabile, autorevole. Un’Italia che fa un passo in avanti.
Un’Italia che guarda in faccia il futuro, senza paura e con in testa, ben chiara, la memoria delle sue radici più profonde. 
È questo il Paese che possiamo costruire votando Sì domenica, al referendum confermativo sulla riforma costituzionale. 


Basta un Sì, perché con un meccanismo semplice e chiaro, sarà la sola Camera dei Deputati a dare o togliere la fiducia al Governo. 
Il Senato, attraverso i sindaci e i consiglieri regionali, garantirà una rappresentanza diretta nel procedimento legislativo delle istanze di regioni e comuni. E così, con il superamento del bicameralismo paritario, la riforma porterà l’Italia al passo con le altre nazioni europee, producendo allo stesso tempo una diminuzione significativa dei costi: oltre alla riduzione del numero dei senatori (dagli attuali 315 si passa a 95, senza indennità) è prevista l’abolizione del Cnel, con i suoi 65 componenti, e delle province.
Saranno anche definitivamente tagliati i trasferimenti di risorse ai gruppi politici dei consigli regionali e ridefinite le indennità dei consiglieri regionali parametrandole a quelle dei sindaci delle città capoluogo di regione.

Per i cittadini ci saranno risposte più tempestive ma anche spazi di partecipazione più ampi: questo grazie alla riduzione dei tempi di approvazione delle leggi, all’introduzione dei referendum propositivi, all’abbassamento del quorum per la validità di quelli abrogativi quando richiesti da 800mila elettori, e alla introduzione dell'obbligo di discussione delle leggi di iniziativa popolare.

Non meno importante è il superamento delle “competenze concorrenti” tra Stato e Regioni: anche in questo caso, a vantaggio dei cittadini andranno rapidità e chiarezza delle decisioni, perché con l’attribuzione allo Stato di materie tra cui grandi reti di trasporto e navigazione, la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale dell’energia vengono scongiurate sovrapposizioni e conflittualità. 

Le ragioni per votare Sì domenica sono molte e una lettura attenta e pacata della riforma può aiutare a comprendere.   
Cambiare l’Italia, garantire trasparenza e partecipazione, consegnare ai giovani l’opportunità di vivere in una nazione in grado di affrontare le sfide del presente e del futuro, al passo con i più grandi Paesi del Mondo: questo è stato l’obiettivo responsabile del nostro lavoro.